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Coldiretti "chiama" il governo contro «le lobby delle aranciate»

«Che avevamo visto giusto ne eravamo e ne siamo convinti ma adesso con l’intervento delle lobby  delle aranciate senza arance, (una vera trappola), si rischia di dilatare i tempi di approvazione de…

Pubblicato il: 13/06/2012 – 16:46
Coldiretti "chiama" il governo contro «le lobby delle aranciate»

«Che avevamo visto giusto ne eravamo e ne siamo convinti ma adesso con l’intervento delle lobby  delle aranciate senza arance, (una vera trappola), si rischia di dilatare i tempi di approvazione della proposta di legge sulle bevande analcoliche a base di frutta». Cosa è successo lo spiega Pietro Molinaro, presidente di Coldiretti Calabria: «Il governo con una lettera del ministro Giarda, sponsor il ministero dell’Economia, piegandosi alle logiche delle multinazionali, ha negato il trasferimento in sede legislativa del testo unificato, si badi bene passato in Commissione agricoltura all’unanimità con l’approvazione di tutti i gruppi parlamentari, dei tre disegni di legge, primi firmatari i deputati calabresi Nicodemo Oliverio e Ida d’Ippolito e dalla parlamentare Viviana Beccalossi, della proposta di Legge sulle bevande analcoliche a base di frutta che, punta tra l’altro ad innalzare, con beneficio per economia e per la salute, fino al 20% la percentuale minima di frutta contenuta nelle bevande. Cosi facendo si favoriva l’impiego di frutta italiana, per noi prevalentemente le arance della piana di  Rosarno-Gioia Tauro, garantendo trasparenza negli acquisti a beneficio dei cittadini-consumatori e una più equa redistribuzione del valore all’interno della filiera agrumicola da industria. Di fatto si vuole mantenere in vigore una legge di oltre 50anni fa, perché – aggiunge Molinaro – negare la sede legislativa significa far rientrare la proposta in regime ordinario. Infatti ad approvarla deve essere l’aula, e,  a otto mesi dalla chiusura della legislatura, questo può significare “il porto delle nebbie».
Molinaro dà atto al presidente della commissione Agricoltura Paolo Russo e a Nicodemo Oliverio i quali «immediatamente hanno lanciato un grido di allarme ma – prosegue Molinaro – questo non basta, occorre una forte azione di mobilitazione da parte dei parlamentari, istituzioni regionali, imprenditori agricoli e agroalimentari, lavoratori, cittadini mass-media e mondo ecclesiale e delle associazioni  affinché si restituisca a questa sacrosanta battaglia la dignità che merita, sventando il tentativo di insabbiare la Proposta di Legge che è vitale per il destino del made in Italy. Non vogliamo l’assistenzialismo ma almeno, ci si lasci la possibilità di poter valorizzare quello che abbiamo e sappiamo fare altrimenti il rischio è quello di un “vicolo cieco” oltre alle concrete possibilità di rivedere  il film delle proteste sociali che possono tornare di grande attualità e di questo – conclude Molinaro – buon testimone è il ministro della coesione sociale Andrea Riccardi che nella recente visita in Calabria in prima persona, condividendo le ragioni di Coldiretti, ha toccato con mano i  problemi esistenti che non possono essere relegati a prassi ordinaria, altrimenti ogni investimento di capillare diffusione della legalità rischia di essere vano».

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