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Porto, la Napoli: «Servono garanzie sulla cassaintegrazione»

La deputata Angela Napoli (Fli) ha rivolto una interpellanza al presidente del Consiglio dei ministri ed ai ministri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti e Lavoro e delle …

Pubblicato il: 18/07/2012 – 10:40
Porto, la Napoli: «Servono garanzie sulla cassaintegrazione»

La deputata Angela Napoli (Fli) ha rivolto una interpellanza al presidente del Consiglio dei ministri ed ai ministri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti e Lavoro e delle Politiche sociali per chiedere che il porto di Gioia Tauro venga considerato come una «priorità nazionale e quindi creare un unico tavolo di concertazione tra governi nazionale e regionale, organizzazioni sindacali ed Autorita` portuale». La Napoli ha chiesto anche di valutare la possibilità di «avviare le iniziative necessarie affinché l`eventuale nuova autorizzazione alla richiesta di cassa integrazione per 537 lavoratori venga rilasciata con le dovute garanzie da parte della azienda monopolista del porto per il futuro occupazionale degli stessi».
«Il porto di Gioia Tauro, nato nel 1994, ha rappresentato – prosegue Angela Napoli – il piu` grande terminal per il transhipment del Mediterraneo; oggi è lo scalo italiano che ha la maggiore attività di transhipment, è il terzo porto in Europa nella classifica dei “porti contenitori“ ed è il principale scalo commerciale marittimo dell`area metropolitana di Reggio Calabria. La Mct, società terminalista che gestisce il porto di Gioia Tauro, concessionaria per ben 99 anni, dopo anni di successo, nel luglio del 2011, considerata la preoccupante crisi occupazionale che aveva investito lo scalo marittimo in questione, ha chiesto e sottoscritto l`accordo per porre in cassa integrazione 416 lavoratori, ai quali si sono poi aggiunte altre 239 unità, quali ex precari che hanno ottenuto il reintegro di fronte al giudice del lavoro».
«Ad mio avviso la Mct – Conship Italia – evidenzia – si è sempre avvalsa dell`alibi della crisi internazionale delle movimentazioni per fare scelte diverse e posizionare altrove il traffico, tanto che desta perplessità nel constatare che l`accordo per la Cigs sia stato fatto per aiutare l`azienda a superare il momento di difficoltà, ma non abbia posto le garanzie necessarie per vedere riassorbite le unità lavorative. A pochi giorni dalla scadenza della Cigs, applicata con criteri di flessibilità in base alle esigenze aziendali, la Conship terminalista avanza la richiesta di un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali, addirittura per 24 mesi, nonostante l` incremento del traffico: la Mct aveva definito i 416 esuberi da gestire a rotazione su 28 mila movimentazioni a settimana, oggi divenute 34 mila. A mio avviso la Contship ha interesse solo al mantenimento monopolistico delle banchine, in modo da impedire l`inserimento di altre società concorrenti, nel mentre fa scelte diverse e posiziona altrove il traffico, tanto che la richiesta di proroga della Cigs non viene accompagnata da un adeguato piano industriale».

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