CATANZARO «Invito il Presidente della commissione regionale della Calabria per il sommerso, Benedetto Di Iacovo, di andare a vedere i dati Istat, Censis e le ultime pubblicazioni redatte dal Centro Studi Sintesi in materia di evasione e lavoro nero». Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi risponde così a Di Iacovo. Nel commentare i dati diffusi dalla Cgia sul sommerso, il presidente dell`organismo collegiale della Regione Calabria aveva parlato di «dati lontani dalla realtà» che vogliono avvalorare «l`idea che il Mezzogiorno sia la “pecora nera” del Paese e il Nord invece ne costituisca l`area virtuosa». Di Iacovo «avrà così modo di capire – aggiunge Bortolussi – come stanno le cose e, in particolare, di verificare che i nostri dati sono inconfutabili. Anzi, quando vuole siamo a disposizione per spiegargli in maniera precisa come vanno interpretate le nostre statistiche. Dalla replica che ha redatto, ho l`impressione che non abbia capito nulla». Bortolussi precisa, inoltre, che la Cgia non intende demonizzare nessuno, tanto meno la Calabria. Abbiamo, infatti, sottolineato che il lavoro irregolare, presente in tutto il Paese, trovi in tutte le regioni del Sud una diffusione superiore alle altre realtà in ragione di fenomeni sociali, culturali ed economici sedimentati negli anni. Una piaga che, – conclude – si è purtroppo acuita con la crisi economica in atto».
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