COSENZA «La denuncia del preside dell’Istituto comprensivo statale di Mongrassano, Vincenzo Garofalo, circa la presenza di un capannone rivestito da una estesa copertura in amianto a pochi metri da una scuola frequentata giornalmente da 200 ragazzi, configura una evidente situazione di pericolo ed è grave che, ancora oggi, dopo anni di denunce pubbliche inascoltate, nessuno si sia adoperato per rimuovere questa inammissibile minaccia alla salute pubblica». Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione. «La presenza di amianto nei pressi di una scuola – prosegue – rappresenta un fattore di rischio terribilmente serio, cui bisogna porre subito e definitivamente rimedio al fine di tutelare la salute dei ragazzi e del personale didattico. A tal fine si ritiene opportuno e urgente sostenere e rilanciare la battaglia del preside Garofalo per la bonifica dell’area e perciò invitiamo il comune di Mongrassano e la Regione Calabria a intervenire prontamente per rimuovere l’amianto ed eliminare definitivamente il pericolo. Nell’attesa che ciò venga fatto con la serietà e l’urgenza richiesti dal caso, reputo giusto manifestare tutta la mia amarezza per la sciagurata condotta delle istituzioni e degli enti preposti alla tutela della salute pubblica che hanno permesso ad una situazione potenzialmente molto rischiosa di andare avanti per anni senza muovere un dito, nonostante fossero tutti al corrente dei rischi derivanti dall’esposizione prolungata alla fibra cancerogena. La vicenda di Mongrassano dimostra quanto ancora ci sia da fare per dare piena e concreta attuazione alle normative che disciplinano la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei manufatti in amianto e ripropone la necessità di affrontare il problema in termini concreti». «È necessario – conclude Guccione – che tutte le regioni si adoperino per l’attuazione dei piani regionali sull’amianto, prevedendo le risorse economiche necessarie per uniformare e calmierare i costi di intervento in modo da facilitare la bonifica da parte dei comuni e dei singoli cittadini. Se non sarà data una risposta in tempi rapidi saremo costretti ad interessare del caso l’autorità giudiziaria».
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