ROMA Il giudice delle indagini del Tribunale di Roma, Giulia Proto, ritiene del tutto «cessate» le esigenze cautelari a carico dell’ex sottosegretario alle Infrastrutture Gigi Meduri, finito agli arresti domiciliari nel primo troncone dell’inchiesta sugli appalti viziati dell’Anas. Per tale ragione, il magistrato ieri ha disposto anche la revoca dell’obbligo di firma, precedentemente imposto a Meduri, sottolineando che va rilevata la sopravvenuta «modifica del quadro indiziario».
In sostanza si ha un ulteriore alleggerimento della posizione dell’esponente politico del Pd calabrese il che non è di poco conto, posto che arriva all’indomani di un nuovo giro di arresti, disposti dal gip su richiesta dei magistrati romani alla luce delle dichiarazioni accusatorie rese dalla “dama nera”, al secolo Antonella Accroglianò.
La dirigente dell’Anas arrestata in ottobre con l’accusa di associazione a delinquere e corruzione, dopo essere stata filmata mentre riceveva le “mazzette”, ha deciso subito di collaborare con i pubblici ministeri romani. A loro ha riferito, in due lunghi verbali, i rapporti tra mondo politico e vertici operativi dell’Anas. Da tali dichiarazioni sono scaturiti altri 19 arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza proprio nei giorni scorsi. Per Luigi Meduri, invece, è arrivato, appunto, un ulteriore alleggerimento del quadro indiziario, ragione per la quale è stato liberato anche dall’ultima misura cautelare che era l’obbligo di dimora e di firma.
x
x