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«Su Alarico Occhiuto falsifica la storia»

COSENZA «L’amministrazione comunale di Cosenza e il sindaco Mario Occhiuto, nel voler promuovere il brand di Alarico, hanno passato il segno falsificando la Storia e portando alle estreme e pervers…

Pubblicato il: 05/11/2016 – 8:41
«Su Alarico Occhiuto falsifica la storia»

COSENZA «L’amministrazione comunale di Cosenza e il sindaco Mario Occhiuto, nel voler promuovere il brand di Alarico, hanno passato il segno falsificando la Storia e portando alle estreme e perverse conseguenze una costruzione identitaria che poggia su basi palesemente false». Il livello (se non altro accademico) dello scontro sull’utilizzo del patrimonio storico della Città dei Bruzi si alza. E di parecchio. Trentuno studiosi bocciano il brand e le strategie del sindaco. E chiedono al ministro ai Beni culturali Dario Franceschini «l’immediato abbandono del progetto di ricerca del tesoro, del progetto del museo di Alarico e auspicano, invece, la progettazione e l’esecuzione del recupero integrale dello straordinario, per antichità e ricchezza storico-architettonica, Centro storico di Cosenza, prima che un acquazzone o un terremoto lo cancellino».
Lo fanno in una lettera nella quale «si chiedono cosa spinga l’architetto Occhiuto e il soprintendente Pagano a intraprendere ricerche archeologiche per trovare il presunto corredo funerario del re dei Goti. Si chiedono anche cosa li spinga a voler costruire un museo – in totale assenza, allo stato attuale, della più piccola testimonianza materiale alariciana e per un costo di 7 milioni di euro – dedicato ad un invasore che, dopo aver saccheggiato Roma e tutta la penisola nel 410 d.C. – secondo una storia raccontata dal solo Iordanes 150 anni dopo i fatti – muore, per caso, nei pressi di Cosenza».
Questa ricerca, avallata dal ministero, avviene, a detta di docenti universitari ed ex soprintendenti è «priva di domande storiografiche metodologicamente corrette» e «paragonabile soltanto alle ricerche che conducono, nei film e nei fumetti, improbabili ricercatori alla ricerca di ancor più improbabili tesori. Se si vuole condurre una ricerca archeologica a Cosenza e nel suo agro, se ne programmi una che sia rivolta alla conoscenza integrale del paesaggio storico della Media Valle del Crati, così anche da offrire lavoro e possibilità di formazione ai numerosi giovani che studiano e si laureano in archeologia presso l’Università della Calabria».
Occhiuto come Martin Mystère, il fumetto della Bonelli antesignano di trasmissioni sul genere di Voyager, indigeste all’ambiente scientifico. Gli studiosi «ritengono che la costruzione di un “brand” Alarico sia non solo storicamente sbagliata e socio-antropologicamente manipolatoria, ma anche umiliante per una città – dal IV sec. a.C. capitale dei Brettii e, poi, importante municipium romano – e una popolazione che, nel corso dei secoli, hanno saputo esprimere ben altre, e più alte, personalità: Aulo Giano Parrasio, Bernardino Telesio, Sertorio Quattromani, Valentino Gentile, Francesco Saverio Salfi, Giovan Battista Amici, Alfonso Rendano, Pasquale Rossi et cetera».
E «sono convinti che solo il restauro complessivo e capillare della Cosenza storica – che l’attuale sindaco vorrebbe, selettivamente, addirittura abbattere perché pericolante – potrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso nel quale la “redditività” del patrimonio culturale cosentino e calabrese non risiederebbe solo nella sua commercializzazione e nel turismo che esso potrebbe produrre, ma in quel profondo ed indispensabile senso di appartenenza e di cittadinanza ispirato dalla propria Storia e dai valori simbolici ad essa collegati».

L’ELENCO DEGLI ACCADEMICI

Nunzio Allegro Università di Palermo
Ermanno Arslan Università di Milano
Andrea Augenti Università di Bologna
Licia Borrelli Vlad Università di Firenze, membro Unesco, già ispettore centrale per l’archeologia del Mibact
Franco Cambi Università di Siena
Joseph Coleman Carter University of Austin, Texas
Vera von Falkenhausen emerita Università di Tor Vergata
Lucia Faedo Università di Pisa
Emanuele Greco Università Orientale Napoli, già direttore Scuola archeologica italiana di Atene
Pier Giovanni Guzzo Accademia dei Lincei, già soprintendente di Pompei
Gioacchino Francesco La Torre Università di Messina
Elena Lattanzi già Soprintendente della Calabria
Paolo Liverani Università di Firenze
Gianfranco Maddoli Università di Perugia, Società Magna Grecia
Elisabetta Mangani già direttore Museo Nazionale L. Pigorini, Roma
Alessandra Molinari Università di Tor Vergata
Ghislaine Noyé Ėcole nationale des chartes, Paris
Gianfranco Paci. Università di Macerata
Maristella Pandolfini già dirigente di ricerca del CNR
Diane Peterson Socia Scuola di Atene
Giuseppe Pucci Università di Siena
Maria Antonietta Rizzo Università di Macerata
Battista Sangineto Università della Calabria
Salvatore Settis Accademia dei Lincei, già direttore Scuola Normale di Pisa
Giuseppina Spadea già direttore Soprintendenza della Liguria
Roberto Spadea già direttore Soprintendenza della Calabria
Giuliana Tocco già Soprintendente di Salerno, Avellino e Benevento
Lucia Vagnetti già dirigente di ricerca del CNR-ICEVO
Marco Valenti Università di Siena
Maria Rosaria Vari docente Istituto d’arte di Sora
Fabrizio Vistoli Segretario Società Magna Grecia

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