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Don Ciotti: «È aumentato il numero di chi denuncia»

REGGIO CALABRIA «Non sono numeri grandi quelli di imprenditori e commercianti che a Reggio Calabria hanno denunciato di essere vittime del racket delle estorsioni, ma sono numeri significativi in u…

Pubblicato il: 05/07/2017 – 19:05
Don Ciotti: «È aumentato il numero di chi denuncia»

REGGIO CALABRIA «Non sono numeri grandi quelli di imprenditori e commercianti che a Reggio Calabria hanno denunciato di essere vittime del racket delle estorsioni, ma sono numeri significativi in un contesto ed in un territorio come questo». Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, a Reggio Calabria per rilanciare l’iniziativa “ReggioLiberaReggio-La libertà non ha pizzo”, promossa dal movimento sette anni fa.
«È un percorso che deve crescere – ha aggiunto don Ciotti – e che deve allargarsi. Nel momento in cui la magistratura sta concludendo importanti operazioni contro la ‘ndrangheta è necessario avere più’ forza e più coraggio dimostrando che il cambiamento è possibile. Sta crescendo il numero delle persone che hanno la forza ed il coraggio di denunciare. Persone che non possono essere lasciate sole. Allora c’è bisogno che le istituzioni accelerino i tempi e le modalità per essere loro più vicine, superando le difficoltà provocate da certi meccanismi burocratici. Ed al contempo è necessario che i cittadini si assumino maggiormente la loro parte di responsabilità. La libertà è un dono che tutti noi abbiamo avuto. Chi è libero, però, deve impegnare la sua libertà per aiutare chi libero non è. Chi è senza lavoro, chi è povero, non è libero perché è schiacciato anche dalla violenza mafiosa e dalle forme di usura, di corruzione, di ‘ndrangheta. Ciò che serve, allora, è una rivolta delle coscienze e dei cittadini assieme alle istituzioni serie, quelle impegnate, come la magistratura».
«l seme piantato sette anni fa – ha concluso il fondatore di Libera – sta crescendo. Sono 43, finora, gli imprenditori ed i commercianti che si sono ribellati al racket. È un dato significativo a Reggio Calabria. Questo, comunque, è il tempo della responsabilità. Ognuno è chiamato a fare la propria parte. Occorre sconfiggere la malattia più terribile, quella della rassegnazione e dell’indifferenza. Non ha alcun senso pensare che certe cose non cambieranno mai. Non è vero!».

CAFIERO DE RAHO: «NON BASTA ADERIRE, MA COERENTI CON LE SCELTE» «L’adesione di 43 imprenditori all’iniziativa “Reggio Libera Reggio – la libertà non ha pizzo” è incoraggiante». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero de Raho, intervenuto all’iniziativa di rilancio della «campagna di civiltà» promossa da Libera nel 2010. «Non si tratta – ha aggiunto – di numeri irrisori. Anzi, io credo che sia un numero rilevante. spero che all’adesione di nuovi imprenditori e commercianti segua anche in concreto una reale partecipazione di queste categorie alla battaglia per la legalità. Perché non basta aderire. È necessario avere anche dei comportamenti coerenti con quella adesione. Così come è importante fare gruppo. Fare in modo che gli imprenditori che hanno scelto la strada della legalità creando una netta separazione tra loro e la ‘ndrangheta, con la quale non intendono colludere né condividere favoritismi o altro, possano essere sostenuti. È necessario, però, creare, per questi imprenditori dei circuiti che rendano conveniente ribellarsi e contrastare la ‘ndrangheta. Lo Stato, nell’ambito delle proprie leggi, in materia di estorsione e usura deve cominciare a pensare anche a riservare una quota degli appalti pubblici agli imprenditori che hanno scelto di denunciare. Così come per i titolari di attività commerciali che denunciano si può pensare di creare dei bollini di riconoscimento. Bisogna, cioè, invogliare la popolazione, e i circuiti in cui l’impresa viene esercitata, a sostenere chi denuncia». 
«Sono stato e continuo a restare molto vicino – ha detto ancora il procuratore di Reggio Calabria – agli imprenditori che si ribellano al racket. Ho dato loro il mio numero di telefono, per qualunque cosa. Ognuno di loro ha delle problematiche specifiche. Sono sempre disponibile ed essere, come parte dello Stato, coerente con determinati principi. Certo, mi rendo conto che spesso chi denuncia viene isolato. Ma via via che aumenta il fronte della denuncia quella che si viene a creare è un’oasi di legalità».

 

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