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Un nuovo patto per valorizzare la grotta dell'eremo di San Nilo

Il presidente del Parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, il sindaco di Orsomarso Antonio De Caprio, in collaborazione con l’Università della Calabria e la Soprintendenza Abap per le pro…

Pubblicato il: 18/03/2018 – 15:23
Il corso del fiume Argentino ad Orsomarso

Il presidente del Parco nazionale del Pollino Domenico Pappaterra, il sindaco di Orsomarso Antonio De Caprio, in collaborazione con l’Università della Calabria e la Soprintendenza Abap per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, hanno avviato nella Presidenza del Parco un protocollo d’intesa per la realizzazione di un progetto per la valorizzazione delle risorse culturali, religiose e naturalistiche. Al tavolo dell’incontro, oltre a Pappaterra e De Caprio, sono intervenuti Antonio Puntillo in rappresentanza della Soprintendenza Abap, Mariano Bruno, Vincenzo Maria Mattanò, Mario Pietro Gaetani e lo storico locale Pietro Rotondaro. Il progetto, è scritto in una nota, riguarderà il recupero della Grotta dell’Eremo di San Nilo, al fine di valorizzare l’importante patrimonio storico-religioso incastonato nei meravigliosi luoghi del territorio di Orsomarso, nell’ottica della creazione e promozione di nuovi itinerari per il turismo naturalistico e culturale. «L’intervento conservativo e di recupero dell’Eremo, a cura della Soprintendenza Abap – prosegue la nota – prevede il coordinamento del Comune di Orsomarso e l’integrazione del Parco Nazionale del Pollino, per il raggiungimento di un obiettivo singolare e determinante per lo sviluppo socio-culturale del territorio. L’iniziativa offrirà nuovi punti di vista attraverso il quale affrontare operativamente i temi dell’intervento conservativo e delle ricerche tecniche sul patrimonio storico culturale, permettendo così al grande pubblico, solitamente escluso da questi delicati interventi, di avvicinarsi per poter osservare queste meraviglie, oggi sconosciute». «Questo primo progetto – ha dichiarato De Caprio – mette a frutto il lavoro avviato nel campo storico-culturale e di ricostruzione delle radici della nostra comunità, e più in generale, di un territorio più ampio che si è caratterizzato per una grande importanza in epoca bizantina, ancora poco studiata e conosciuta. Abbiamo fatto nostre le ricerche e i documenti elaborati dagli studiosi locali, Giovanni Russo e Pietro Rotondaro, stimolando e collaborando con il mondo accademico, per dare la giusta importanza e rilevanza a questo immenso patrimonio, che creerà nuovi flussi turistici per il nostro territorio». A conclusione dell’incontro, De Caprio e Pappaterra, assistiti da Pietro Serroni, responsabile del settore conservazione, tutela, gestione del territorio, promozione e comunicazione del Parco nazionale del Pollino, hanno inteso trattare la questione della presenza della lontra nel territorio di Orsomarso, sottolineando come «la preziosa presenza del mammifero sia già documentata nel territorio del Parco e quanto sia opportuno adottare a breve tutte le azioni più opportune e adeguate, che consentano di riscontrare l’ulteriore presenza del singolare animale lungo il fiume Argentino».

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