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Gli organi del centauro morto sulla 106 salvano un bimbo di 13 anni

Sono stati due gli espianti multiorgano fatti all’ospedale di Cosenza. Uno sul corpo del centauro 17enne, l’altro su di un uomo di 63 anni. «Il prodigio della donazione di organi probabilmente si a…

Pubblicato il: 27/08/2020 – 15:34
Gli organi del centauro morto sulla 106 salvano un bimbo di 13 anni

COSENZA All’ Ospedale dell’Annunziata, nel mese di agosto, sono stati effettuati due prelievi multiorgano da pazienti di 17 e 63 anni, ricoverati nella Uoc di Terapia Intensiva e Rianimazione, in stato di morte celebrale. Prelevati fegato, reni, e cornee e dal donatore più giovane, anche il cuore. Le operazioni di prelievo multiorgano, coordinate nell’Ospedale cosentino dalla dottoressa Maria Vigna, in sinergia con il Centro regionale Trapianti sono state eseguite da sei distinte equipe, guidate dai dottori Massimiliano Battaglia dell’ Annunziata di Cosenza, Quirino Lai del Policlinico Umberto I di Roma, Giovanni Iacono dell’ Annunziata di Cosenza, Antioco Cappai del Niguarda di Milano, S. Maritato dell’ Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e Antonio Perrone dell’ Annunziata di Cosenza. Gli organi del donatore più giovane sono stati utilizzati nell’ambito della lista unica nazionale dei trapianti in età pediatrica. Il sacrificio del giovane donatore di 17 anni è valso a ridare la vita ad un bimbo sul quale è stato effettuato un trapianto congiunto rene e fegato e ad un piccolo paziente calabrese, di 13 anni, in dialisi peritoneale da circa un anno e seguito nell’Ospedale dell’ Annunziata dall’equipe della dottoressa Teresa Papalia, responsabile facente funzione dell’Unità Operativa Nefrologia e Dialisi abilitata al trapianto. Non nasconde la propria soddisfazione la dottoressa Papalia che ha seguito il piccolo paziente fino al trapianto, ricordando che è il secondo dei bambini in dialisi peritoneale che è stato trapiantato nel mese di agosto a Roma. «Il prodigio della donazione di organi – dichiara la responsabile di Nefrologia e Dialisi abilita al trapianto- probabilmente si avverte in maniera più evidente proprio quando donatore e ricevente sono giovani pazienti. Il dramma di una vita spezzata precocemente, è sicuramente mitigato dal gesto di generosità di genitori che, nel momento più acuto del dolore per la perdita di un figlio, trovano comunque la forza di pensare al bene di altri, oltre la morte stessa».I reni del donatore di 63 anni sono stati trapiantati in pazienti in lista di attesa, a Cosenza e Reggio Calabria. Le cornee prelevate dalle equipe dirette dai dottori Giovanni Iacono e Antonio Perrone, sono state processate e conservate nella Banca stessa, in attesa di richiesta. Le ultime operazioni di prelievo multiorgano, coordinate nell’Ospedale cosentino dalla dottoressa Maria Vigna, in sinergia con il Centro regionale Trapianti portano a sette le donazioni nel 2020.

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