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L’interpellanza

Il “caso statuto” di Corigliano Rossano approda in Parlamento. D’Ettore interroga i ministeri

Il deputato: «La reiterata inadempienza rischia di privare la comunità della propria autonomia, oggi costituzionalmente garantita»

Pubblicato il: 14/05/2022 – 12:26
di Luca Latella
Il “caso statuto” di Corigliano Rossano approda in Parlamento. D’Ettore interroga i ministeri

CORIGLIANO ROSSANO Il “caso” statuto di Corigliano Rossano approda in Parlamento. Dopo la nota di diffida inviata dal Ministero dell’Interno (qui la notizia), la (remota) ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale di Corigliano Rossano sbandierata dall’ex sindaco e amministrativista Nicola Candiano (ne abbiamo parlato qui), la commissione consiliare statuto convocata dopo un anno, il deputato di Coraggio Italia Felice Maurizio D’Ettore ha presentato – nella seduta del 13 maggio – un’interrogazione a risposta in commissione ai Ministeri dell’Interno e per gli affari regionali e le autonomie.
Il parlamentare chiede «quali iniziative, per quanto di competenza, i ministri interrogati intendano adottare, con particolare riferimento alla nomina di un Commissario (di cui al comma 149 dell’articolo 1 della legge n. 56 del 2014) che, con i poteri sostitutivi, possa varare quanto previsto dalla vigente legislazione nazionale e regionale ed evitare che la reiterata inadempienza rischi di privare la comunità della prerogativa di esercitare la propria autonomia, oggi costituzionalmente garantita».
D’Ettore nelle premesse, ricorda a Luciana Lamorgese e Mariastella Gelmini che «il 2 febbraio 2018 l’Assemblea regionale della Calabria ha approvato la legge regionale n. 2 che, a seguito di due deliberazioni rispettivamente dei Consigli comunali di Rossano (n. 1 del 16 gennaio 2015) e di Corigliano (n. 3 del 1° febbraio 2016) ed un referendum obbligatorio consultivo (dove ha prevalso di gran lunga il «sì») nei due comuni svoltosi il 22 ottobre 2017, ha istituito, a decorrere dal 31 marzo 2018, il comune unico Corigliano-Rossano, derivante dalla fusione di Corigliano Calabro e Rossano».
Il deputato evidenza poi che «a distanza di due anni e nove mesi dall’insediamento dell’Amministrazione eletta del nuovo comune, l’Amministrazione stessa non ha ancora provveduto a dotarsi del nuovo statuto e quindi alla sua approvazione da parte del Consiglio comunale ai sensi dell’articolo 1, commi 116 e 117, legge n. 56 del 2014 (legge Delrio) al fine di adeguare il proprio ordinamento ai “principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”, nonché di assicurare adeguate forme di collegamento, di partecipazione e di decentramento dei servizi alle comunità di origine dei due comuni, attraverso l’istituzione di municipi che potrebbero essere dotati di organi eletti».
Maurizio D’Ettore, nella sua interpellanza, infine, riferisce anche che «tutti i provvedimenti di giunta, compresi quelli riguardanti la “macchina amministrativa”, sono stati adottati sulla base dello “Statuto e del regolamento di funzionamento del consiglio comunale del comune di maggiore dimensione demografica tra quelli estinti” (articolo 1, comma 124, lettera c) della legge 7 aprile 2014), con il rischio della loro delegittimazione se dovessero risultare “incompatibili” con i principi che accompagnano il processo di fusione» e ricorda che «all’Amministrazione comunale il Ministero dell’interno ha fatto pervenire, ad aprile scorso, una “nota di diffida” per il mancato “varo” dello Statuto mentre il nuovo comune si potrà fregiare, dal 15 aprile 2022, dell’onorificenza di città, titolo decretato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha accolto la proposta del Ministro dell’interno, uno dei momenti significativi del processo di fusione».
La questione, insomma, è adesso all’attenzione dei dicasteri competenti. Nei giorni scorsi anche Fratelli d’Italia aveva chiesto, come D’Ettore, l’invio di un commissario ad acta per redigere lo statuto (ne abbiamo parlato qui) mentre continua a consumarsi anche lo scontro, tra maggioranza e opposizioni in Consiglio comunale – che bollano la gestione la faccenda come «fallimentare» (qui la notizia) – sull’istituto dei municipi con le minoranze ferme sulle posizioni della forma elettiva dei presidenti che il governo cittadino vorrebbe, invece, poter nominare. (l.latella@corrierecal.it)

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