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Il report

Maladepurazione, Legambiente: «In Calabria inquinati 11 dei 21 punti monitorati» – VIDEO

Il dato emerge dal report della campagna “Goletta verde”. Si tratta di foci dei fiumi. Pappaterra: «Riscontri identici a quelli dell’Arpacal»

Pubblicato il: 25/07/2022 – 15:55
Maladepurazione, Legambiente: «In Calabria inquinati 11 dei 21 punti monitorati» – VIDEO

CATANZARO «La depurazione rimane il problema principale che mina la qualità delle acque e del turismo in Calabria; non è un caso se tutti i punti giudicati oltre i limiti di legge ricadono presso 11 delle 12 foci campionate». È quanto emerge dalla campagna di monitoraggio realizzata dal Legambiente con l’imbarcazione Goletta verde. Sono 21 i punti monitorati in Calabria dai volontari e dalle volontarie: 12 foci di fiumi o canali e 9 punti a mare. 6 campioni sono stati prelevati rispettivamente lungo la costa nella provincia di Reggio Calabria e 6 a Cosenza, 5 in quella di Vibo Valentia, 3 in quella di Catanzaro e 1 di Crotone.

I siti inquinati

La cartina del monitoraggio “Goletta Verde” di Legambiente

Complessivamente 11 i risultati oltre i limiti di legge secondo il giudizio di Goletta verde, tutti alle foci dei fiumi, di cui 10 risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. I tratti adiacenti alle foci dei fiumi e canali sono comunque notoriamente inibiti alla balneazione. Nello specifico i punti presi in esame da Legambiente sono: presso la foce del canale sulla spiaggia a destra del Castello nel comune di Isola di Capo Rizzuto, località le Castella (Crotone); il punto tra Montepaone lido e Soverato (Catanzaro), alla foce del fosso Beltrame; il punto presso la foce del torrente Caserta presso il lido comunale di Reggio Calabria; a Bagnara Calabra (Reggio Calabria), presso la foce del torrente in prossimità del campo sportivo; la foce del fiume Petrace a Gioia Tauro (Reggio Calabria); la foce del fiume Mesima a San Ferdinando (Reggio Calabria); a Ricadi (Vibo Valentia), in località Torre Ruffa la foce del torrente Ruffa; a Briatico (Vibo Valentia), alla spiaggia della torretta, la foce del torrente Murria; a Pizzo (Vibo Valentia), la foce del fiume Angitola; a Catanzaro Lido, nel comune di Catanzaro, la foce del fiume Corace.
Il punto risultato inquinato, invece, è quello tra il Comune di Gizzeria (Catanzaro) e Lamezia Terme, in località Marinella/Gizzeria Lido, presso la foce del torrente Spilinga. L’89% degli agglomerati comunali calabresi (circa 188), evidenzia Legambiente, è sotto infrazione comunitaria e circa i due terzi della popolazione sono serviti da impianti di depurazione non più al passo con i tempi.

Parretta: «Situazione migliorata»

«Dai monitoraggi effettuati nell’ambito della Campagna Goletta Verde, risulta che la situazione delle acque calabresi non è migliorata rispetto allo scorso anno anzi risulta un lieve peggioramento. È paradossale che alcuni dei punti risultati fortemente inquinati presentino da anni, se non da decenni, le medesime problematiche. Negli ultimi mesi la Regione Calabria ha compiuto passi in avanti, ad esempio, sulla gestione dei fanghi di depurazione le cui anomalie la nostra associazione ha sempre denunciato». È quanto afferma Anna Parretta, Legambiente Calabria che aggiunge: «Anche l’azione della Magistratura è stata incisiva e meritoria e speriamo conduca alla punizione dei colpevoli per come consentito dalla legge n. 68/2015 sugli eco-reati».
«Tuttavia, vista la grave situazione del sistema depurativo calabrese – sostiene – ed il verificarsi dei troppi sversamenti illegali si tratta di progressi insufficienti. È prioritario ed estremamente urgente che tutte le Amministrazioni competenti effettuino controlli rigorosi e continui sul territorio ed intervengano celermente per risolvere le criticità a tutela dell’ambiente, della salute ed a salvaguardia dell’economia della Regione». 
«In Calabria verranno assegnati 24,7 milioni di euro dai fondi del PNRR destinati alla depurazione (su un totale di 600 milioni a livello nazionale) – conclude Parretta – speriamo che anche grazie a questi fondi si potrà cambiare passo per permettere l’adeguamento impiantistico ove presente, il collettamento fognario e un adeguato trattamento delle acque dove invece ancora manca». 

De Marco: «L’89% degli agglomerati calabresi è sotto infrazione comunitaria»

«Goletta Verde, ancora una volta, intende denunciare la mala depurazione come problema cardine dello stato d’acqua della nostra Nazione. L’89% degli agglomerati calabresi è sotto infrazione comunitaria e due terzi della popolazione sono serviti da impianti di depurazione ormai obsoleti». Lo sostiene Alice De Marco, portavoce Goletta Verde che aggiunge: «La gravità della situazione non può più aspettare e tutti siamo chiamati a denunciare tale questione prioritariamente per la Calabria, ma, in generale, per tutte le coste italiane. Confidiamo nelle amministrazioni locali e nazionali e nei fondi europei per l’adeguamento di cui c’è bisogno». 

Pappaterra: «Dati che coincidono con quelli dell’Arpacal»

Il direttore generale Arpacal Domenico Pappaterra

«Un lavoro complementare e non sostitutivo rispetto a quello svolto da Arpacal». Questo il messaggio più significativo che il direttore generale Arpacal Domenico Pappaterra ha voluto lanciare in occasione della presentazione 2022 dei risultati della campagna di monitoraggio delle acque marine presentato da Goletta Verde di Legambiente.
«Sovrapponendo i dati e le criticità elencate dall’associazione ambientalista con i dati della campagna di monitoraggio Arpacal – è detto nella nota dell’Agenzia – non si può non notare che le zone critiche sono spesso coincidenti; va inoltre ricordato che degli 11 punti inquinati o fortemente inquinati presentati da Legambiente quasi tutti si trovano alle foci dei fiumi dove per legge è vietata la balneazione».
«Dai dati in nostro possesso – ha proseguito il dg Pappaterra – il 94% delle acque analizzate è in qualità eccellente e solo il 3% in qualità scarsa; questi numeri ci restituiscono una fotografia di una regione dalle potenzialità spesso inespresse e che ha i propri punti deboli nel sistema depurativo ma anche negli scarichi illegali di aziende agricole o industriali, villaggi turistici e proprietà private. Proprio questa approfondita conoscenza delle criticità e grazie alle iniziative di alcune Procure e associazioni, dalla sinergia con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Capitaneria di Porto e dalla determinazione del Presidente della Regione del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, si è potuta creare, già nell’inverno scorso, una task force per il mare che sta operando sul mar Tirreno nel tratto compreso tra Tortora e Nicotera permettendo un netto miglioramento dei parametri rispetto al passato».
«Certo il lavoro da fare è ancora tanto – ha concluso Pappaterra – ma facendo nostro lo slogan della campagna di “Goletta Verde 2022” non ci fermeremo mai vogliamo perseguire come obiettivo la diminuzione degli illeciti ambientali al fine di custodire e conservare la biodiversità in Calabria e poter usufruire al 100% di un mare pulito e cristallino».

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