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Chiaravalle, in 90 si autosospendono dal Pd: «Rifondazione non più rinviabile»

Documento sottoscritto da numerosi iscritti e militanti democrat che chiedono la fine delle logiche correntizie e autoreferenziali

Pubblicato il: 14/11/2022 – 12:36
Chiaravalle, in 90 si autosospendono dal Pd: «Rifondazione non più rinviabile»

CHIARAVALLE CENTRALE (CATANZARO) «Noi vogliamo un partito che riparta dal basso, dalla sua rappresentanza sociale, cioè dal mondo del lavoro e dalla povera gente. Dagli ultimi e dai penultimi, dai soggetti sociali che ancora una volta sono i destinatari di una questione sociale bruciante che lascia soli e rabbiosi moltitudini in preda ad una destra populista e sfascista, capace di sollecitare gli istinti più bassi». È quanto scrivono 90 tra iscritti, militanti e simpatizzanti del Pd di Chiaravalle Centrale (Catanzaro) che hanno deciso di autosospendersi dal partito.

Il documento

In un documento i 90 spiegano le ragioni della loro autosospensione, assunta alla fine di un’assemblea il cui obiettivo – dicono – è stato «discutere e decidere sulla grave crisi in cui versa il Partito democratico. Abbiamo ragionato insieme su idee e soluzioni per l’avvio non più rinviabile di una fase costituente e di rifondazione del partito, che stravolga completamente il suo modo d’essere a partire dai suoi gruppi dirigenti regionali e nazionali». «Noi – aggiungono i sottoscrittori del documento – vogliamo un partito che metta al bando le correnti di potere organizzate che hanno portato l’organizzazione negli anni allo strangolamento. Noi vogliamo un partito umile e della gente semplice, un’organizzazione di popolo che sta nelle periferie delle città e dei centri urbani piuttosto che nelle zone ricche residenziali e nelle Ztl. Vogliamo un partito che la faccia finita per sempre con l’autoreferenzialità e con l’accaparramento di posizioni istituzionali nazionali e regionali fine a sé stesse, personali e di gruppo. Noi vogliamo un partito che viva non solo nel palazzo ma tra la gente e per la gente. Noi vogliamo un partito che stia dalla parte giusta del paese, che sia meridionalista e progressista, contrario alla radice a qualsiasi Autonomia differenziata tra regioni, che porterebbe definitivamente ad una rottura istituzionale nazionale, tra il Nord ed il Sud del paese, in termini di diritti fondamentali alla Salute, alla Scuola e all’Istruzione. Noi vogliamo un Partito diverso da come lo abbiamo fin qui conosciuto, un partito nuovo, da rifondare non solo nella forma ma come scritto sopra soprattutto nei contenuti. Fintantoché, tale processo costituente e di rifondazione non avrà preso forma e sostanza nel paese e tra la nostra gente di Calabria, novanta tra iscritti, militanti e simpatizzanti abbiamo deciso di autosospenderci, perché riteniamo che, in seguito alla rovinosa sconfitta alle elezioni del 25 settembre e alle successive determinazioni assunte dalla Direzione nazionale, la strada fin qui intrapresa sia stata del tutto insufficiente e inadeguata per affrontare le tanti questioni aperte e presenti nella attuale fase storica. Beninteso, la nostra non è una sospensione a tempo indeterminato né una sospensione nella quale chi legge può pensare di cogliere un segnale di disimpegno. Al contrario. La nostra determinazione fin dai prossimi giorni e dalle prossime settimane – proseguono gli autosospesio del Pd di Chiaravalle – sarà quella di stare nel “gorgo più grande”, in movimento, tra soggetti politici, movimenti, associazioni, singole personalità al fine di tessere rapporti e riannodare fili di comunicazione rivolti a tutto ciò che si muove nell’opposizione politica e sociale contraria a questa destra al governo. Pensiamo sia arrivato il momento della organizzazione e della mobilitazione. L’invito pressante che qui rivolgiamo al Pd è di fare presto e di fare bene, di pensare di più al paese e meno alla sua ingessata nomenklatura nazionale e regionale, in mancanza del quale in tempi brevi prenderemo atto che non esistono più i presupposti per continuare la nostra militanza. Di proposito – concludono in questo documento non abbiamo voluto fare riferimento alle inutili propaggini territoriali, sia provinciali che locali, in quanto li riteniamo ancillari ed eterodirette dai pochi nominati e dai vari deputati nazionali e consiglieri regionali».

I sottoscrittori

Il documento è sottoscritto in particolare da Emanuela Neri, Sanzo Maria, Fera Pietro, Neri Rossella, Pelaggi Silvana, Macrì Domenico, Adiliberti Caterina, Amabile Silvana, Amabile Martina, Barbaro Gisella, Caliò Giovanni, Carello Silvia, Carello Giovanni, Carroccia Maria,Carroccia Domenico, Carroccia Veronica, Macrì Nadia, Catricalà Maria Caterina, Chiefari Rosa, Cirillo Giovanni, Cirillo Daniela, Gulli Francesco, Condò Domenico, Cortese Katia, Cunsolo Domenico, Daniela Mario, Sestito Domenico, Donato Loredana, Donato Annunziata, Donato Giuseppe, Donato Antonio, Fera Domenico, Fera Stefano, Fera Anna, Fera Angela, Fruci Maria Teresa, Gagliardi Maria Teresa, Garito Francesco, Garito Antonio, Gulli Antonella , Hajji Omaima, Hajji Nhuoaila, Iozzo Caterina, Lavorato Vincenzina, Lombardo Anna Maria, Macrì Teresina, Macrì Mario, Macrì Francesco, Madonna Saverio, Magisano Antonio, Maiolo Chiarina, Marchese Rosalba, Masdea Rosa, Musci Caterina, Neri Candido, Corrado Nicola, Pardo Vincenzina, Penna Saverina, Rauti Patrizia, Roso Maria Giulia, Rotiroti Giuseppe, Sanzo Caterina, Servello Maria Giuseppina, Sestito Maria, Sestito Domenico, Sestito Giuseppe, Squillace Laura, Squillace Francesca, Taverna Renato, Taverna Adelina, Tino Francesco, Azzarito Vincenzo, Garieri Antonia, Sanzo Giulia,Squillace Rita, Chiera Immacolata, Pitaro Mario, Giorgio Chiara, Neri Caterina, Neri Alessandro, Sanzo Rosa, Cortese Luigi, Garito Enza, Sestito Domenico, Cortese Francesca, Diaco Francesca, Mele Federica, Sestito Domenico, Barbieri Emilia, Giorgio Santo, Garito Giuseppe.

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