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Il dramma

«Poteva essere salvato se soccorso». Muore 13enne investito da un auto pirata

I carabinieri hanno individuato il pirata della strada che avrebbe reciso la vita del ragazzino a Verona

Pubblicato il: 01/08/2023 – 17:54
«Poteva essere salvato se soccorso». Muore 13enne investito da un auto pirata

VERONA È un operaio veronese di 39 anni l’autore dell’investimento di Chris Obeng Abom, il 13enne travolto la notte scorsa da un’auto pirata, e morto all’ospedale poche ore dopo. È stato individuato dai Carabinieri. L’uomo ha piccoli precedenti, fra cui spaccio di stupefacenti e guida in stato di ebrezza. I carabinieri sono arrivati a lui grazie al sistema di videosorveglianza comunale ed ai rottami dell’autovettura rinvenuti sull’asfalto dai militari.
In particolare all’auto pirata, gli investigatori sono arrivati grazie ad un frammento del fanale ed a parte dello specchietto retrovisore.
Con questi elementi, è stato possibile individuare il modello del veicolo coinvolto nell’incidente, e ricercarlo nelle immagini delle diverse telecamere munite del sistema di lettura targhe. Esaminate per tutta la notte le immagini, i militari hanno individuato il mezzo, risultato intestato ad una donna di 64 anni, ma in uso al figlio, il quale stamane aveva nuovamente usato la vettura per recarsi al lavoro, in un cantiere edile in Valpolicella.
Raggiunto dai militari, il 39enne ha ammesso di essere stato alla guida della vettura ieri notte, ma non di aver investito una persona. La macchina presenta danni nella parte anteriore destra, compatibili con i frammenti rinvenuti sul terreno, e sul parabrezza sono evidenti i segni di schiacciamento tipici di quando avviene l’investimento di una persona.

La ricostruzione

Lo schianto è avvenuto poco prima della mezzanotte di ieri, a San Vito di Negrar, in Valpolicella, nel veronese. Dalle prime informazioni, il giovane stava camminando sulla strada quando è stato colpito dalla vettura, poi allontanatasi senza che nessuno gli prestasse soccorso. Trasportato in gravissime condizioni a Verona all’ospedale di Borgo Trento, il 13enne è morto poche ore dopo. 

«Poteva essere salvato se soccorso»

Chris Obeng Abom, il ragazzino 13enne investito e ucciso da un’auto pirata «poteva essere salvato se fosse stato soccorso» dopo l’incidente. Lo affermano i medici della terapia intensiva e d’emergenza dell’Azienda Ospedaliera universitaria di Verona, che la notte scorsa avevano accolto la giovane vittima.
Secondo i sanitari le lesioni riportate dal giovane non sarebbero da sole «compatibili con il decesso», causato invece da “arresto cardiaco per ipossia da schiacciamento”. In sostanza, prima di essere notato da un passante, il 14enne è rimasto a terra per un periodo di tempo che potrebbe essere risultato fatale.

Sognava di fare il calciatore

Sognava di fare il calciatore in qualche grande squadra Chris Obeng, il ragazzino neppure 14enne (li avrebbe compiuti a settembre) ucciso la notte scorsa da un’auto pirata nel veronese. L’adolescente, tesserato alla Figc, giocava in una delle squadre giovanili del Negrar, che con la formazione maggiore partecipa al campionato di terza categoria. I genitori del giovane – il padre è operaio in un’azienda metalmeccanica – sono in Italia da una ventina d’anni, e qui sono nati anche gli altri due loro figli, un maschio e una femmina.

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