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Ospedale della Sibaritide, il cantiere riparte

Fine lavori ottobre 2026? «Prima di tutto la sicurezza». Straface: «Scriviamo la storia»

Pubblicato il: 08/04/2024 – 19:12
di Marco Lefosse
Ospedale della Sibaritide, il cantiere riparte

CORIGLIANO ROSSANO Il Decreto Commissariale 80/2024 potrebbe aver segnato la svolta nella storia del diritto alla salute nella Calabria del nord-est. Tutto dipenderà ora dalla realizzazione del Nuovo ospedale della Sibaritide il cui complesso strutturale è già sorto in contrada Insiti, nel cuore baricentrico di Corigliano-Rossano, dopo quasi 20 anni di attesa. Poi il Covid-19, poi le guerre che hanno ridisegnato le priorità e i costi di realizzazione dell’opera e la necessità di una variante che restituisse “giovinezza” ad un investimento che, altrimenti, sarebbe nato vecchio. E così è stato, facendo lievitare a dismisura il costo finale dell’opera portando il tetto di spesa a poco più di 290milioni di euro (tra investimento pubblico/privato) di cui una trentina già spesi.
«Adesso viene il bello (si fa per dire)» ha detto stamani, con un sorriso sornione ma carico di grandissima responsabilità, il project manager della società concessionaria dell’opera D’Agostino costruzioni, Domenico Petrone, alla riapertura di un cantiere la cui attività si protrarrà fino al taglio del nastro. «Oggi 8 Aprile – sottolinea Petrone – vengono riprese in consegna le aree di cantiere che erano in fase di sospensione parziale da aprile 2023». È emersa allora l’esigenza di apportare una variante tecnico-sanitaria dell’opera, in adeguamento al nuovo Piano sanitario nazionale, che è stata approvata nelle settimane scorse proprio con la pubblicazione del DCA 80/2024 da parte del Commissario ad Acta alla sanità in Calabria, Roberto Occhiuto (ne abbiamo parlato qui nel dettaglio).

I prossimi step di realizzazione

Da oggi si apre un capitolo nuovo. «Da oggi – dice l’ingegnere che sta seguendo la realizzazione di quest’opera – ripartono i lavori e ci sono tutte le condizioni per poter riprendere e mettere in cantiere tutte le attività che possono poi vedere l’opera arrivare alla sua ultimazione». Cosa succederà da oggi sul cantiere e come si lavorerà? L’ingegnere è chiaro e va dritto al dunque: «Fino ad ora – racconta Petrone – abbiamo portato a compimento quello che forse è stato il lavoro meno entusiasmante, di mettere su i pilasti e lo scheletrato della struttura. D’ora in poi, invece, la musica cambia perché ci sarà da completare l’opera strutturale e poi riempirla di contenuti». A breve, spiega ancora il project manager, partiranno le attività di impermealizzazione verticale e orizzontale dell’immobile «con l’obiettivo di – sottolinea – di ultimare entro la fine dell’anno l’intero involucro che rivestirà lo scheletrato così da poter consentire tutte le attività di cantiere che verranno cantierate da qui massimato l’estate 2025».

Termine ultimo ottobre 2026? «Vedremo. Prima di tutto la sicurezza»

Certo, la sfida è molto ardua. Anche perché Occhiuto, che ha dovuto raschiare il barile della Regione per trovare i soldi per ultimare l’opera, ha chiesto anche che l’ospedale venga ultimato entro la fine del suo mandato: ottobre 2026. «È una sfida molto ardua». «Oggi – ha aggiunto Petrone – c’è tutta la volontà e tutta la determinazione da parte dell’azienda e di tutti noi operatori di provare a superare ancora una volta, noi stessi e portare a termine l’opera in tempi celerissimi. È chiaro, però – scandisce il Project manager – che lo si farà nel limite del possibile e del reale. Ad oggi – precisa ancora – ci sono tutte le condizioni per portare ad attivazione l’opera. A me non impressionano i grandi numeri ma d’altro canto non mi impressiona neanche il mese in più o il mese in meno perché un cantiere così grande e complesso ci vedrà da subito operare su un turno, ma da subito dopo l’estate, probabilmente dovremmo ricorrere per lo meno al doppio turno». E tante persone su un cantiere significa anche garantire sicurezza. «Vogliamo arrivare alla fine senza alcun incidente di percorso».

Straface: «Oggi scriviamo la storia»

Stamattina sui cantieri è arrivata anche la presidente della Terza commissione regionale Sanità e oggi anche candidata a sindaca di Corigliano-Rossano, Pasqualina Straface. Che del nuovo ospedale della Sibaritide ne ha fatto una bandiera, un obiettivo imprescindibile. È raggiante la pasionaria di Forza Italia, che si avvicina ai microfoni dicendo: «Oggi scriviamo la storia». E va subito al concreto, ricordando che dopo le tante inaugurazioni e pose di prime pietre, in realtà, «chi per prima ha avuto il coraggio di mettere in cantiere il nuovo ospedale della Sibaritide sono stati la compianta presidente Jole Santelli e oggi il governatore Occhiuto». Di fatto, del nuovo ospedale di Insiti, se ne parla concretamente dal 4 novembre 2020. Fino ad allora il nosocomio della Calabria del nord-est era rimasto solo un progetto ologrammato da sventolare in campagna elettorale. E questa – piaccia o no – è sacrosanta verità.
«Oggi – spiega la Straface – abbiamo un progetto che è stato adeguato alle nuove esigenze del Piano sanitario nazionale ma soprattutto abbiamo un progetto che ha visto il presidente Occhiuto in prima linea a recuperare nuove risorse». La presidente della Terza Commissione Sanità, poi, parla dei tempi. Sui quali non si può discutere, né trovare compromessi. «A partire da oggi – dice – ci sarà un cronoprogramma che va rispettato. Da qui alla fine ci separano 911 giorni (circa 30 mesi) e questo tempo andrà sicuramente rispettato con una produttività che si aggira intorno ai 9 milioni di euro al mese». Il nuovo ospedale è una struttura importante «che andrà a stravolgere la sanità nel territorio della Sibaritide e andrà a potenziare l’offerta sanitaria esistente perché, come detto chiaramente dal presidente Occhiuto, non chiuderà nessun altro presidio del territorio». A Insiti ci saranno 376 posti letto e «a parte, diciamo, di reparti di base ci saranno altri reparti specialistici che vanno dall’emodinamica alla medicina nucleare alla Pet. Insomma – chiosa Straface – sarà un ospedale veramente all’avanguardia e sarà un fiore all’occhiello della Sanità in Calabria e nel Meridione».

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