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La dichiarazione di Prodi sui «Cpt in Calabria», scatena l’ira di Lega e Fdi

Minasi: «Ipocrisia sua e della sinistra». Mancuso: «L’ex premier sragiona». Sbardella: «Latente razzismo nei confronti della Calabria»

Pubblicato il: 31/01/2025 – 10:38
La dichiarazione di Prodi sui «Cpt in Calabria», scatena l’ira di Lega e Fdi

CATANZARO Continua a far discutere la dichiarazione di Romano Pordi, ex premier, pronunciata durante la trasmissione “Di Bella sul 28”, su Tv2000: «Cpt in Albania? Si poteva fare lo stesso in Calabria». Veemente la reazione del centrodestra. polemica nel centrodestra. «Il redivivo leader Pd Romano Prodi, con le sue ultime battute sulla Calabria, dimostra ancora una volta l’ipocrisia sua e della sinistra. Chieda subito scusa alla Calabria e ai calabresi», commenta, tra gli altri, la senatrice della Lega, Tilde Minasi. «Le sue parole – prosegue la parlamentare – denotano chiaramente quale sia davvero il concetto di accoglienza e cosa siano i migranti per Romano Prodi e i suoi compagni della sinistra. Nel dire che il campo profughi fatto in Calabria sarebbe stata anche una buona opportunità per dare lavoro sul territorio, Prodi conferma quello che le numerose inchieste della magistratura hanno dimostrato fino ad ora, ovvero il fatto che proprio quella sinistra vede nell’immigrazione irregolare una fonte di reddito e la sfrutta per lucrare, esattamente com’è successo con le tante cooperative che sulle spalle proprio di questi poveri sfortunati si sono arricchite senza alcuno scrupolo e vergogna». «La Calabria – sottolinea Minasi – è terra di accoglienza”, ma noi “vogliamo accogliere migranti, non clandestini senza controllo, per poter davvero dare un futuro migliore a chi ha bisogno e non per arricchirci, appunto, come sono invece abituati a fare loro. L’ironia o il sarcasmo che il professore ha usato, pensando forse di essere persona di spirito, ha solo offeso la Calabria». Prima della senatrice erano giunte puntuali le reazioni del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Filippo Mancuso. «Il già presidente Romano Prodi ha sragionato. Capita a chi non ha argomenti seri per attaccare il Governo e a chi quando poteva fare, e a lui non sono mancati incarichi e distintivi, non è riuscito in alcunché. Ma per la sua battuta sulla Calabria circa il campo profughi, che denota un forte pregiudizio antimeridionale prima che un offuscamento della ragione, semplicemente dovrebbe chiedere scusa».
Sul caso è intervenuto anche il consigliere leghista di Catanzaro, Eugenio Riccio. «L’uscita poco felice di Prodi fa comprendere benissimo perché il suo Governo ha considerato la nostra Regione solo come luogo di “esilio” per i migranti senza pensare a nessun intervento di sviluppo infrastrutturale ed economico».
Dura anche la presa di posizione dell’ufficio stampa di Fratelli di Italia. «Negli ultimi giorni pensavamo che la sinistra ci avesse già fatto vedere il peggio di sé. Le ultime dichiarazioni di Romano Prodi, l’unico presidente del Consiglio della storia italiana ad essere stato sfiduciato due volte dalle sue maggioranze, ci ricordano invece quanto sia sbagliato porre limiti alla loro nefasta fantasia», dichiara l’onorevole Luca Sbardella, deputato di Fratelli d’Italia. «Probabilmente geloso della centralità mediatica del suo ex sottosegretario Li Gotti, l’ex presidente dell’iri ha detto che sarebbe stato meglio costruire in Calabria i campi realizzati in Albania e creare così posti di lavoro. Conclamata incapacità di capire i fatti, latente razzismo verso una terra meravigliosa come la Calabria o l’ennesima conferma che la rappresentatività della sinistra è un lontano ricordo. Noi andremo avanti con le politiche di contenimento dell’immigrazione clandestina messe a punto dal Presidente Meloni e da Fratelli d’Italia, apprezzate e studiate da tanti paesi europei all’insaputa di Prodi e della sinistra italiana». (redazione@corrierecal.it)

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