La corsa elettorale a Lamezia Terme sembra essere segnata, sempre di più, da improvvisi stop and go, rovesciamenti di fronte, candidati doppi e cioè buoni “in potenza” per l’una e l’altra parte, posizioni politiche che improvvisamente mutano, tattiche piuttosto che strategie. Mai come in questa vicenda vale l’adagio “se Atene piange, Sparta non ride” ed il riferimento è alla condizione di indefinitezza ed indecisione che caratterizza, unendole nel destino attuale, il centrodestra alle prese con la grana del sindaco uscente Paolo Mascaro, deciso a tutti i costi nel ricandidarsi, ed un centrosinistra dove la scesa in campo di una personalità come Doris Lo Moro ha dato la stura al più classico del frazionismo di sinistra.
Di certo c’è che al riparo delle dichiarazioni ufficiali e delle lotte intestine e silenziose che si vanno consumando per la conquista dell’ambito scranno, alla guida di una delle città più significative della regione, movimenti e partiti continuano a muoversi in cerca dell’agognata quadra.
La nota con cui si precisa il percorso arriva infatti da sei sigle politiche, Azione, Base Popolare, UDC, CDU, Noi Moderati e Nuova Democrazia Cristiana, che si sono riunite per «discutere delle reali esigenze dei cittadini e per verificare l’esistenza di una visione condivisa e orientata al futuro sviluppo della città.
Durante l’incontro – precisano ancora gli esponenti delle sigle politiche – «è emerso l’orientamento comune a prestare attenzione innanzitutto ai temi concreti e alle necessità quotidiane dei lametini. Le forze moderate si incontreranno nuovamente la prossima settimana per avviare la discussione e il confronto su eventuali comuni linee programmatiche e metodologiche, restando in ascolto degli sviluppi che interessano il destino della città».
Una nota, a leggerla attentamente, interlocutoria ed orientata ai temi concreti ed alle necessità della città, la chiusa di Azione, Base Popolare, UDC, CDU, Noi Moderati e Nuova Democrazia Cristiana svela, tuttavia, quanto il percorso – al netto degli aspetti programmatici – sia in pieno divenire e con sviluppi ancora affatto certi.
Restiamo in ascolto – dicono i centristi – «degli sviluppi che interessano il destino della città». Due elementi emergerebbero, quello per cui – intanto – si discute di aspetti concreti in attesa che le forze principali dell’agone politico, centrodestra e centrosinistra, si determinino e si diano una forma, e poi il novero delle forze che sottoscrivono la nota. Se per Base Popolare, UDC, CDU, Noi Moderati e Nuova Democrazia Cristiana il posizionamento appare diretta conseguenza di una “appartenenza storica”, per Azione è senz’altro una novità.
I calendiani lametini, infatti, avevano fino alle scorse settimane avviato un dialogo con il Pd, oggi invece si trovano al centro, anche loro «restando in ascolto degli sviluppi» ed in cerca di quello che potrebbe (o vorrebbe) essere un “centro di gravità permanente”. (D.M.)
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