CATANZARO Di dimissioni non si parla, anche perché troppe cose si devono incastrare e di tempo praticamente non ce n’è quasi più per far cadere l’amministrazione Fiorita e tornare alle urne già in primavera (bisognerebbe raccogliere 17 firme in queste ore ma realisticamente non ci sono queste condizioni). Tuttavia il centrodestra di Catanzaro prova a mettere pressione a quei consiglieri comunali del cosiddetto “mondo di mezzo” che pur non eletti nello schieramento di Fiorita sono pronti a sostenere il sindaco e la sua Giunta di centrosinistra (numericamente minoranza a Palazzo De Nobili) per senso di responsabilità (dicono questi consiglieri del “mondo di mezzo”) o per mero opportunismo (cioè, per non perdere l’indennità, dicono i maligni, che spesso c’azzeccano…). Con una nota annunciata già da un paio di giorni, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia mettono in guardia questo gruppo di consiglieri “borderline” (7 in tutto), che sono soprattutto di area centrodestra, puntando il mirino alla prossima seduta del Consiglio comunale, in programma il 26 e 27 febbraio con l’approvazione del bilancio: “chi già in quella sede appoggerà Fiorita si può scordare in futuro una ricandidatura tra le fila del centrodestra”, dicono i consiglieri azzurri, salviniani e meloniani.
Per la precisione, il testo della nota recita: «L’esperienza amministrativa guidata da Nicola Fiorita, già a metà mandato, si sta rivelando la peggiore della storia politica della città. Dalla totale assenza di programmazione, pianificazione e visione della città, dalla perdita di finanziamenti; dal fallimento totale degli eventi natalizi; al pasticcio realizzato nella gestione delle numerose emergenze idriche, fino alla totale assenza di manutenzione delle strade e di attenzione per i vari quartieri. Insomma: una vera e propria debacle consumata a danno dei cittadini e che ha gravemente compromesso e che pregiudica il futuro del capoluogo, a cui Fiorita non lascerà alcun progetto o opera significativa, ma piuttosto debiti, tasse e maggiori imposte. Per coerenza, rispetto verso le istituzioni e soprattutto amore per la città, gli scriventi consiglieri comunali, d’intesa con i segretari cittadini dei partiti Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, intendono manifestare la propria distanza politica dal governo Fiorita e costruire il perimetro di una alternativa coesa e credibile, impegnandosi a non accettare nelle proprie liste coloro che, da questo momento in poi, sosterranno la maggioranza consiliare a Palazzo De Nobili». La firmano, sottoscrivendola come “consiglieri di centrodestra”,Luigi Levato, Francesco Antonio Assisi, Manuela Costanzo, Sergio Costanzo, Alessandra Lobello, Marco Polimeni, Antonello Talerico (Forza Italia), Eugenio Riccio, Lea Concolino, Giovanni Costa, Manuel Laudadio (Lega), Anna Chiara Verrengia, Emanuele Ciciarello (Fratelli d’Italia).
Come si può leggere, non c’è nessuno accenno alla parola dimissioni, e del resto senza l’apporto dei tre consiglieri comunali di Azione – Valerio Donato, Gianni Parisi e Stefano Veraldi – nemmeno potrebbero avere l’effetto di disarcionare l’amministrazione Fiorita (e – a quanto si dice –il gruppo calendiano non sarebbe neanche così unito). Allora, la nota dei consiglieri di centrodestra può essere letta in primo luogo come una sorta di definizione del perimetro della coalizione, con il nucleo centrale costituito dai tre partiti, e come una prova di unità e di amalgama tra le nuove anime dello schieramento, amalgama che finora non si è trovato ma che evidentemente i big – da Wanda Ferro per Fratelli d’Italia e Filippo Mancuso per la Lega a Marco Polimeni e Antonello Talerico per Forza Italia – incominciano a inquadrare almeno come obiettivo. E poi può essere letta come una nemmeno velata minaccia per chi, storicamente vicino al centrodestra, per motivi più o meno nobili e più o meno politici (il meno per la verità è prevalente…) fa e continuerà a fare da stampella al sindaco Fiorita e alla sua Giunta di centrosinistra (che da par loro danno l’impressione di andare avanti senza soverchi affanni, a dire il vero). Quanto questa minaccia farà presa e metterà davvero paura ai “responsabili e/o opportunisti, però, è tutto da vedere. Non resta comunque che aspettare la seduta del Consiglio comunale sul bilancio. Ma intanto le lancette corrono e per chi se lo augura il ritorno alle urne comunque potrebbe non esserci prima di un anno. (c. a.)
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