LOCRI Il tribunale di Locri ha accolto la richiesta di patteggiamento avanzata da tre imputati nel processo scaturito dall’inchiesta denominata “Locride Mix”, scattata a seguito delle indagini, condotte dal commissariato di Bovalino, iniziate nel 2019 che hanno riguardato lo svolgimento del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani da parte della società Locride Ambiente Spa assegnata a seguito di contratto d’appalto a favore di 9 comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria: Bovalino, Siderno, Grotteria, Marina di Gioiosa Ionica, Monasterace, Condofuri, Melito di Porto Salvo, Motta San Giovanni, Bagnara Calabra. Ad essere rinviati a giudizio Cristian Careri, Vincenzo Carrozza, Giuseppe Antonio Vincenzo Gugliotta, Natale Minniti e Giuseppe Spagnolo.
Secondo l’accusa «Careri in qualità di amministratore delegato della Locride Ambiente S.p.a., Carrozza Vincenzo in qualità di responsabile della programmazione dei servizi del personale, Minniti Natale in qualità di referente di cantiere, Gugliotta in qualità di responsabile tecnico e direttore tecnico della Locride Ambiente Spa, compivano sistematicamente artifizi e raggiri nell’esecuzione del contratto di gestione integrata dei rifiuti urbani». Gli indagati – secondo quanto emerso – avrebbero utilizzato «espedienti intesi a mascherare l’impiego di un numero di dipendenti e di mezzi inferiore a quello necessario per la copertura dei servizi oggetto di capitolato, e il ricorso a mezzi difformi da quelli pattuiti, sia sotto il profilo inquinante che in punto di efficienza». Tra le accuse anche quella di aver indicato «falsamente ai Comuni il raggiungimento del quantitativo limite per il conferimento, così potendo giustificare le inefficienze nella raccolta, omettendo la tracciabilità dei rifiuti, oltre che conferendo negli impianti di un comune i rifiuti afferenti ad altri comuni. Ciò, in linea di massima, al fine di massimizzare il profitto riducendo i costi di gestione a vantaggio del socio privato».
A seguito dell’accordo raggiunto tra le parti, i giudici hanno condannato (con pena sospesa): Vincenzo Carrozza, difeso dall’avvocato Rocco Guttà, a un anno, 10 mesi e 20 giorni; Natale Minniti, difeso dall’avvocato Pietro Bertone, a un anno, 6 mesi e 20 giorni; Giuseppe Spagnolo, difeso dall’avvocato Tito Olindo Greco, a un anno, un mese e 10 giorni. (m.r.)
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