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Il giorno di San Francesco di Paola patrono della Calabria

Da Brunori ai Borboni, storia di un’icona identitaria amata e controversa

Pubblicato il: 02/04/2025 – 10:42
di Paride Leporace
Il giorno di San Francesco di Paola patrono della Calabria

Ha portato bene, non poteva essere diversamente, la “burzetta” che Dario Brunori ha infilato in una tasca della giacca arrivando al Festival di Sanremo. Dono di un anziana “magara” di San Fili, l’involucro conteneva un dose di piante medicinali, una pietra di sale e come asso di briscola un’immaginetta di San Francesco di Paola. E da Paola, la città del Santo, a festival in corso, era subito partita l’idea dell’amministrazione, poi decaduta, d’invitare il cantautore di San Fili ad esibirsi alla grande festa del 4 maggio che dura giorni e attrae migliaia di fedeli. E sui social via ad associare le foto del cantautore e del Santo come hanno postato la Parrocchia Maria SS Immacolata di Corigliano e il Cammino di San Francesco di Paola, pagina Facebook molto seguita che propone due itinerari di lunghi chilometri che congiungono “la via del giovane” tra San Marco Argentano e la sua Paola e quella dei santuari di Paterno Calabro e uno dei maggiori centri della spiritualità calabrese.

Oggi che ricorrono i 20 anni della morte di Papa Woytila non possiamo dimenticare le visite del Pontefice polacco quando il 5 ottobre del 1984 disse: “Venendo in Calabria, ho pensato che forse il luogo più importante fosse Reggio Calabria, forse Catanzaro, forse Cosenza, ma vedo che il luogo più importante è quello dove è san Francesco di Paola. Non ho saputo questo prima, ma venendo qui lo vedo e lo vedo anche in questa circostanza, che il Papa, per la seconda volta, deve venire qui, in questo santuario”. Quale migliore certificazione nel giorno di San Francesco di Paola, onomastico celebratissimo in Calabria, terzo nome più diffuso in tutte le famiglie calabresi, superato nelle sue innumerevoli declinazioni di Ciccio, Franca, Checchino, Cecchina eccetera eccetera da Giuseppe e Maria. Ma a Cosenza, Paola, Paterno il patronimico domina. Non manca mai un San Francesco da omaggiare perché quello di Assisi spetta solo a qualche calabrese nato il 4 ottobre.
Taumaturgie di un Santo celebrato anche da laici, agnostici e persino qualche ateo che spesso ne portano il cordone in giacca o al tavolino per una strana devozione che testimonia una popolarità enorme. Cordone che negli anni Sessanta si arrotolava attorno al volante dell’auto e non mancavano le benedizioni al santuario per le auto appena comprate.
San Francesco è un santo popolare che da secoli che resiste al postmoderno tra Storia e storie, leggende e fede, antropologia di enorme fascinazione.
Nel 2007 per i 500 anni della morte si fantasticò di grandi celebrazioni planetarie con egide politiche che di fatto non crearono nulla. Per fortuna della sua celebrità popolare, San Francesco di Paola non ha bisogno di cappello istituzionale.
Santo protettore del Regno di Sicilia prima e di Napoli poi, a lui è dedicata la monumentale chiesa di piazza Plebiscito edificata durante la Restaurazione da Ferdinando I per aver riconquistato il Regno dopo il trionfo di giacobini e napoleonici. Ma di tanta reazione nessuno fa propaganda oggi, neanche – mi pare – i neoborbonici.

San-francesco

San Francesco di Paola è anche il patrono dei marinai, dei pescatori italiani e della gente di mare. Attraversò lo Stretto di Messina con un mantello, secondo la tradizione. Fratelli d’Italia voleva dedicargli il Ponte sullo Stretto, ma forse il Santo da buon poverello non avrebbe gradito, di certo da Catanzaro espresse dissenso il sindaco Fiorita. Tra i ponti a lui dedicato quello celebre di Calatrava a Cosenza per volere del sindaco Mario Occhiuto, figlio di devoto terziario francescano. Venerato in Germania da emigranti e bavaresi, non vanno dimenticati i rapporti diretti che il Santo ebbe con la Francia dove trovò la morte.
Processioni di San Francesco di Paola molto partecipate si svolgono ogni anno in diverse città del Canada, dell’Australia, degli Stati Uniti d’America e del Sudamerica.
Nel 1990 l’Unicef lo ha proclamato protettore dei bambini e dei giovani della Calabria, inconsapevolmente tanti genitori si rivolgono a lui sperando che i figli non siamo costretti a cercare l’altrove da qualche parte nel pianeta, tra l’altro anche lui fu costretto ad emigrare.
Francesco il protettore. Nei momenti di sprofondo calabrese qualcuno lo invita a dimettersi dal ruolo su Facebook ma i devoti rispondono con “mai sia”. Oppure oppongono il marchio di parrocchia Charitas e i più forbiti il suo aforisma “guai a chi regge e malregge”.
San Francesco oggi nel suo giorno fa sospendere tutti i digiuni ed ogni pratica penitenziale e quaresimale. I fedeli militanti della regione che a quanto pare ha le messe più seguite dello Stivale saranno al Santuario di Paola alle 19 per seguire il rito officiato dal cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del dicastero delle cause dei Santi. Non mancherà chi andrà sui luoghi dei miracoli di un eremo che ha costruito l’identità della Calabria.
È gran devoto di San Francesco di Paola il comico Pippo Franco, vi ha dedicato un musical in chiave pop il promoter calabrese Ruggero Pegna con musiche del maestro Francesco Perri, grande teatro concepì Vincenzo Ziccarelli con l’opera “Francesco e il re” con le titaniche interpretazioni di Nando Gazzolo e il rendese Salvatore Puntillo rappresentato con successo al Quirino di Roma. Si è sempre parlato di una grande serie televisiva ma il progetto è rimasto nel cassetto della committenza pubblica e per filmografia rievochiamo il mediometraggio “Il viandante di Dio”, girato nel 1950 per la regia di Nino Tonietti, con l’attore Franco Pesce nei panni del santo patrono della Calabria. Proiettata solo occasionalmente all’epoca nel circuito religioso e in qualche sporadica occasione a Paola la pellicola è stata “miracolosamente” ritrovata alla Cineteca di Udine, ma merita ricordo anche il San Francesco di Paola del regista Giovanni Sole che pur con pochi mezzi ha dato echi di Bergman che ornano bene il biopic.
Infiniti i libri cui ha dato contributi anche il taglio storico di Andrea Di Consoli. San Francesco continua ad alimentare l’immaginario. E che San Francesco di Paola sia trasversale lo prova l’eretica tesi del diamantese Francesco Cirillo, coerente intellettuale rivoluzionario di ogni stagione che con un romanzo storico e pregevoli articoli accompagna i lettori sul versante di un San Francesco per nulla tollerante con potenti e birbanti.
A Cosenza questo carattere ha creato una leggenda urbana su una frase apocrifa e priva di fonte certa che attribuisce al rapporto del taumaturgo con la città le parole “Conca d’oro e lingua di serpente”. Un abito ancora oggi buono ad opinionisti e influencer per parlar male del proprio posto.
Ma Cosenza ama San Francesco di Paola al punto da farne un icona delle sorti della squadra di calcio dei Lupi. Dalla promozione di Nedo Sonetti in C1 allenatore e tifosi sono soliti salire a piedi al santuario di Paola per ringraziare il protettore tifoso, come fece Di Marzio l’anno del ritorno in B e poi Gigi Simoni. San Francesco anche oggi comparirà riprodotto con la sciarpa rossoblù sul saio quasi ad essere archetipo di Padre Fedele. Ma questa volta ai disastri del presidente Guarascio pare che neanche San Francesco possa apporre rimedio. Ma chi ha fede spera lo stesso.
Auguri a tutti coloro che portano il nome del patrono di Calabria e a tutti i nostri corregionali. “San Francì penzaci tu”.

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